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Xi al WAIC lancia la WAICO: la Cina si propone come hub globale dell'AI per il Sud del mondo

Al WAIC 2026 di Shanghai, Xi Jinping annuncia la WAICO, nuova alleanza globale per la governance dell'AI con 29 paesi fondatori. La controffensiva diplomatica cinese alla supremazia tech USA, con riflessi anche sull'Italia.

Xi al WAIC lancia la WAICO

Il 17 luglio 2026 Xi Jinping e salito sul palco del World AI Conference (WAIC) di Shanghai, l'edizione piu grande mai realizzata: 1.100 aziende, 3.000 esposizioni, 300 debutti globali, 100.000 metri quadrati di superficie espositiva. Ma il vero annuncio e arrivato dal suo keynote: la nascita della World AI Cooperation Organization (WAICO), una nuova alleanza intergovernativa per la cooperazione globale sull'intelligenza artificiale.

Ventinove paesi hanno firmato l'accordo fondativo alla vigilia della conferenza. Nessun paese del G7, nessun membro UE. I firmatari includono Russia, Brasile, Indonesia, Malesia, Sudafrica, Pakistan, Kazakhstan, Serbia, Cuba e Venezuela, insieme a 10 nazioni africane e 12 asiatiche. L'India e l'unico paese BRICS a non aver aderito.

"Non un assolo, ma una sinfonia"

Nel discorso, Xi ha usato una metafora musicale destinata a fare il giro del mondo: "lo sviluppo dell'AI non deve essere un assolo di un singolo paese, ma una sinfonia di cooperazione internazionale". Un'affermazione letta come una critica diretta alle restrizioni all'esportazione di chip imposte dagli USA a partire dall'ottobre 2022.

La WAICO si propone come organizzazione di cooperazione civile sull'AI, con sede a Shanghai, programmi di formazione e condivisione di modelli open-source. Xi ha annunciato 5.000 opportunita di formazione in AI per paesi in via di sviluppo nei prossimi cinque anni, e l'espansione del sistema MAZU (early warning meteo intelligente) in 30 paesi. Gli analisti leggono la mossa come una "Belt & Road dell'AI": infrastruttura, formazione e modelli aperti come bene comune, in contrapposizione al modello proprietario di OpenAI, Anthropic e Google.

La polemica italiana

La conferenza ha avuto un riflesso diretto anche in Italia. Mario Nobile, direttore generale di AgID (Agenzia per l'Italia Digitale), ha partecipato a WAIC — suscitando un acceso dibattito. Formiche.net ha titolato: "AI, Italia con la Cina? Perche il vertice Agid deve dimettersi", e La Stampa ha dedicato un'analisi alla presenza italiana. Il tutto a due settimane dall'entrata in piena applicabilita dell'EU AI Act (2 agosto 2026), il quadro regolatorio piu completo e restrittivo al mondo sull'intelligenza artificiale.

Un mondo diviso in due blocchi AI

La WAICO segna di fatto la frammentazione della governance globale dell'AI. Da un lato il blocco occidentale (G7, UE), con il framework regolatorio risk-based dell'EU AI Act e l'Hiroshima Process. Dall'altro il blocco guidato dalla Cina, che attira il Global South con governance meno restrittiva, accesso a modelli open-source e formazione gratuita. Il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres, presente a WAIC, ha avvertito che l'AI rischia di diventare un "monopolio delle nazioni ricche", chiedendo una governance veramente inclusiva. Per l'Europa e per l'Italia, la sfida e trovare una posizione in un mondo che si sta polarizzando anche sull'intelligenza artificiale.

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