Viaggiare in Cina 2019 vs 2026: cosa è cambiato (davvero)
Dal visto quasi obbligatorio all'ingresso senza visa per decine di Paesi, da Alipay che non accettava carte estere ai pagamenti internazionali, dai voli ridotti al boom di collegamenti diretti: ecco come è cambiato il viaggio in Cina in sette anni.
Se hai visitato la Cina nel 2019 e ci torni oggi, la prima sensazione è di riconoscere tutto e niente. Le metropoli sono sempre quelle, la Grande Muraglia è sempre lì, i noodle al mercato notturno hanno lo stesso sapore. Ma il modo di vivere il viaggio è cambiato profondamente. Ecco i cinque cambiamenti più significativi.
1. Da visto quasi obbligatorio a ingresso senza visa
Nel 2019, quasi tutti i viaggiatori occidentali dovevano fare richiesta di visto turistico L: documenti, tempi di attesa, costi. L'ingresso senza visto era un'eccezione riservata a pochi Paesi (Giappone, Singapore, Brunei).
Nel 2026, lo scenario è completamente diverso. L'Italia è tra i Paesi che beneficiano dell'ingresso visa-free fino a 30 giorni per turismo, affari e transito. A questo si aggiunge la politica di transito senza visto da 240 ore (10 giorni), ampliata nel dicembre 2024 a 54 Paesi e a 60 punti di ingresso, tra cui Pechino, Shanghai, Canton e Chengdu. Risultato: le richieste di visto sono crollate, gli arrivi sono esplosi. Secondo i dati ufficiali, gli ingressi senza visto sono aumentati del 375% rispetto al periodo pre-pandemico.
2. Da contanti a QR code (anzi, da QR code a QR code con carta estera)
Nel 2019, WeChat Pay e Alipay dominavano già il 95% delle transazioni, ma i turisti stranieri non potevano usarli. Non accettavano carte Visa o Mastercard. La soluzione era portarsi contanti, cambiare yuan in aeroporto e sperare che i taxi li accettassero (spesso non era così).
Nel 2026, entrambe le piattaforme hanno attivato flussi dedicati ai visitatori internazionali. Con Alipay puoi collegare direttamente la tua carta estera (Visa, Mastercard, Amex) tramite la funzione Tour Pass. WeChat ha seguito a ruota. La configurazione richiede 10-15 minuti e si può fare da casa prima di partire. Il risultato è che oggi un turista può pagare con il telefono esattamente come un locale.
3. Da voli in riduzione a nuovi collegamenti diretti
Nel 2019, i voli diretti tra Italia e Cina erano in calo dopo la chiusura di diverse rotte regionali. Roma-Pechino e Milano-Shanghai erano le tratte principali, con frequenze ridotte rispetto agli anni d'oro.
Nel 2026, il panorama è molto diverso. L'accordo bilaterale Italia-Cina firmato nel 2024 ha portato a un aumento dei collegamenti aerei diretti, con nuove rotte stagionali e un incremento di frequenze su quelle esistenti. Le compagnie cinesi (China Eastern, Air China, Hainan Airlines) competono con le europee su prezzo e frequenza, portando i biglietti a livelli competitivi.
4. Turismo: dalla ripresa al sorpasso
Nel 2019, la Cina era il quarto Paese al mondo per arrivi turistici internazionali, con circa 65 milioni di visitatori. Il turismo cinese in uscita era il primo al mondo per spesa.
Nel 2026, gli arrivi di turisti stranieri hanno superato i livelli del 2019: già nel 2024 avevano raggiunto il 97,2% del dato pre-pandemico, con una crescita annua del 60,8%. Il turismo interno ha fatto ancora meglio, superando i livelli pre-COVID già dal 2024. I viaggiatori internazionali tornano in Cina spinti anche dal fenomeno social: città come Chongqing, Changsha e Chengdu sono diventate virali su TikTok e Instagram, attirando una generazione di viaggiatori under 30 che non avevano mai considerato la Cina prima.
5. Cosa non è cambiato (e non cambierà)
Nonostante tutte queste novità, alcune cose restano identiche al 2019. Il Grande Firewall blocca ancora Google, Instagram, WhatsApp e YouTube: la VPN resta obbligatoria. WeChat è ancora il centro della vita digitale cinese. La barriera linguistica esiste ancora, anche se i traduttori automatici sono migliorati enormemente. E il divario culturale — il concetto di faccia, il guanxi, la cortesia a tavola — è esattamente lo stesso.
In sintesi: viaggiare in Cina nel 2026 è più facile, più accessibile e meno burocratico rispetto al 2019. Ma resta un'esperienza che richiede preparazione, adattamento e voglia di lasciarsi sorprendere. Come sette anni fa, del resto.
Glossario
- Visa-free (30 giorni) - Ingresso senza visto turistico per cittadini italiani, valido per soggiorni fino a 30 giorni.
- 240 ore di transito - Transito senza visto valido per 10 giorni in 60 aeroporti e porti cinesi selezionati.
- Grande Firewall - Sistema di censura e blocco di Internet nella Cina continentale, che impedisce l'accesso a molti siti occidentali.
- Alipay Tour Pass - Funzione che permette ai turisti stranieri di collegare una carta estera al portafoglio digitale cinese.
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