I tesori di Mawangdui arrivano a Shanghai: seta e lacca dalla tomba Han
Allo Shanghai Art Museum la mostra 'A House of Nobility' porta 472 reperti dalle tombe Han di Mawangdui, tra cui i celebri dipinti su seta vietati all'estero.
Fino al 7 ottobre lo Shanghai Art Museum (中华艺术宫) ospita "A House of Nobility: Aesthetics and Cultivation of Life in the Mawangdui Han Tombs" (千金之家 - Qiānjīn zhī jiā), una delle mostre più attese dell'estate cinese: 195 set di reperti, 472 oggetti, provenienti dalle tombe Han di Mawangdui (马王堆 - Mǎwángduī) di Changsha, nello Hunan. Di questi, 31 sono classificati come reliquie di prima categoria nazionale e tre figurano nella lista dei beni culturali vietati all'estero.
I capolavori proibiti
I pezzi forti sono i dipinti su seta a forma di T (帛画 - bóhuà), che raffigurano il viaggio dell'anima tra cielo, terra e regno dei morti: per la prima volta i due esemplari delle tombe n.1 e n.3 sono esposti insieme fuori dallo Hunan, anche se a rotazione, con il manoscritto su seta del Classico dei Mutamenti (《周易》) e un prezioso cofanetto in lacca dipinta tra i rari oggetti a uscire dal museo di origine. La mostra valorizza anche tessuti ricamati mai visti in pubblico fino ad oggi, come il motivo 乘云绣, a cavallo tra abilità tecnica e simbolismo dell'aldilà.
La Marchesa Dai e la scoperta del secolo
Le tombe di Mawangdui risalgono alla dinastia Han occidentale (206 a.C.-24 d.C.) e appartenevano alla famiglia del Marchese di Dai. La tomba n.1 ospitava la marchesa Xin Zhui, detta "Lady Dai", rinvenuta nel 1972-1974 con il corpo mummificato eccezionalmente conservato: fu una delle scoperte archeologiche più importanti del XX secolo, capace di restituire sete, lacche, tavolette di bambù e testi manoscritti che hanno riscritto la storia della medicina e della filosofia dell'epoca. La mostra shanghaiese racconta proprio la vita quotidiana di quell'élite: arredi, cosmetici, strumenti, abiti e oggetti di culto che restituiscono l'estetica e le abitudini di una famiglia aristocratica duemila anni fa.
La mostra che unisce i musei
L'arrivo dei reperti a Shanghai è anche il frutto di una collaborazione tra musei che il governo incoraggia da anni: Hunan Museum e Shanghai Art Museum hanno lavorato insieme su prestiti, allestimento e catalogo, portando nella metropoli oggetti che raramente escono da Changsha. Per il pubblico cinese, vedere la seta del III secolo a.C. così vicina è un'occasione rara per toccare con mano un'eleganza che i manuali di storia raccontano solo a parole: tra i visitatori cresce anche il pubblico giovane, attratto dall'estetica "song" e dalla tendenza degli ultimi anni a riscoprire il patrimonio come forma di identità culturale. Non è un caso che l'esposizione sia stata inserita tra gli eventi principali della stagione estiva della città, insieme ad altre grandi mostre internazionali in corso nei musei di Shanghai in questi mesi.
La febbre dei musei
L'evento fa parte della stagione estiva della 37ª edizione del Festival del Turismo di Shanghai, in programma dall'8 luglio al 6 ottobre con 170 attività: per i visitatori è disponibile anche un biglietto combinato con la riproduzione multimediale del "Ritratto del fiume Qingming" a 108 yuan. In un'estate segnata dalla "museum fever", con i biglietti dei musei più richiesti che si esauriscono in pochi secondi, la tappa mawangduiana conferma la Cina come grande vetrina globale dell'archeologia: il passato più antico torna a riempire le sale, e a far coda davanti alle porte.
Glossario
- 马王堆 (Mǎwángduī): Mawangdui, 'collina del re cavallo'. Sito delle tombe Han a Changsha, Hunan.
- 千金之家 (Qiānjīn zhī jiā): la casa dei mille pezzi d'oro. Titolo cinese della mostra A House of Nobility.
- 帛画 (bóhuà): dipinto su seta. I celebri drappi funerari a forma di T.
- 乘云绣 (chéngyún xiù): ricamo 'cavalcare le nuvole'. Motivo tessile esposto per la prima volta in mostra.
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