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Molly Tea vs Louis Vuitton: la guerra del logo che infiamma i social cinesi

Una catena di tè al latte di Shenzhen è stata condannata a pagare 10,3 milioni di yuan a Louis Vuitton per un logo troppo simile al monogramma floreale della maison francese. Su Weibo l'hashtag ha totalizzato 350 milioni di visualizzazioni, accendendo il dibattito tra proprietà intellettuale e sentimento nazionale.

Molly Tea vs Louis Vuitton: la guerra del logo che infiamma i social cinesi

Il 29 giugno 2026, un tribunale di Suzhou ha emesso una sentenza destinata a fare discutere: Molly Tea (茉莉奶白), catena cinese di tè al latte con sede a Shenzhen, è stata condannata a pagare 10,3 milioni di yuan (circa 1,5 milioni di dollari) a Louis Vuitton per violazione del marchio. Il motivo? Il logo floreale a quattro petali usato da Molly Tea somigliava troppo al celebre monogramma della maison francese.

Oltre al risarcimento — che include 10 milioni di yuan per danni economici e 300.000 yuan per spese legali — il tribunale ha ordinato a Molly Tea di cessare immediatamente l'uso del logo e di pubblicare una dichiarazione pubblica di scuse. La catena ha già annunciato che ricorrerà in appello.

La causa è stata intentata da Louis Vuitton per la somiglianza tra il logo di Molly Tea — un fiore a quattro petali utilizzato nelle confezioni e nell'arredamento dei negozi — e il motivo floreale che la maison francese utilizza dal 1896. Secondo il tribunale, la somiglianza era tale da poter confondere i consumatori e "danneggiare l'esclusività" del marchio LV.

350 milioni di visualizzazioni su Weibo

La vicenda ha rapidamente superato i confini dell'aula di tribunale per diventare un caso nazionale. L'hashtag "LV fa causa a Molly Tea, risarcimento di 10,3 milioni" (LV诉茉莉奶白获赔1030万) ha raggiunto il primo posto nella classifica dei trend di Sina Weibo, totalizzando oltre 350 milioni di visualizzazioni in poche ore.

Le reazioni del pubblico sono state divise. Da un lato, molti utenti hanno difeso Molly Tea, interpretando la causa come un atto di "bullismo" da parte di un gigante del lusso francese contro una piccola catena cinese di tè. Commenti come "LV ha paura di un negozio di tè al latte?" e "proteggono il marchio come se fosse un'entrata di Stato" hanno dominato le prime ore del dibattito. Dall'altro, c'è stato anche chi ha sottolineato l'importanza del rispetto della proprietà intellettuale, ricordando che le aziende cinesi pretendono lo stesso rispetto quando sono loro a subire violazioni all'estero.

Il caso ha riacceso un dibattito ricorrente in Cina: il confine tra ispirazione e contraffazione nel design dei marchio. Molly Tea, fondata nel 2021, è cresciuta rapidamente nel competitivo mercato del tè al latte cinese, un settore che vale decine di miliardi di yuan e dove brand come Heytea, Nayuki e Mixue si contendono i consumatori con strategie di branding sempre più sofisticate. Il logo incriminato era stato disegnato dallo studio Shenzhen-based Tenkiiiii Design nel 2023.

Molly Tea ha dichiarato che presenterà appello. Nel frattempo, Louis Vuitton ha ottenuto una vittoria legale che manda un segnale chiaro a tutti i brand cinesi: la protezione della proprietà intellettuale non è più un optional, neppure per un bicchiere di tè al latte.

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