Memory and Future: un secolo di arte italiana in dialogo con la Cina
Dal 20 luglio al 9 settembre il Guardian Art Center di Pechino ospita quasi cento opere dell'arte moderna e contemporanea italiana: un percorso in sei sezioni che va dai maestri del Novecento alle residenze d'artista, per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche.
Una delle più ampie rassegne dedicate all'arte italiana moderna e contemporanea mai viste nella capitale cinese è aperta al pubblico: si chiama "Memory and Future. Contemporary Italian Art" e occupa oltre 1.000 metri quadrati del Beijing Guardian Art Center con quasi cento opere. La mostra, visitabile fino al 9 settembre, celebra il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.
La tradizione come linguaggio vivo
Più che seguire un criterio cronologico, "Memory and Future" propone una riflessione sulla continuità della cultura italiana: il patrimonio del passato continua a produrre significati nel presente, alimentando nuove forme di ricerca. Il percorso è articolato in sei sezioni tematiche, pensate per mettere in relazione esperienze artistiche diverse. Si parte dai maestri del Novecento - Giorgio Morandi, Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro, Michelangelo Pistoletto - per aprirsi ai protagonisti dell'Arte Povera e della Transavanguardia, con autori come Jannis Kounellis, Sandro Chia, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Giorgio Griffa, Bruno Ceccobelli, Carla Tolomeo e Fabio Mauri, accanto alle generazioni più recenti.
Il dialogo Italia-Cina al centro
Un nucleo centrale della mostra è dedicato proprio al dialogo artistico tra i due Paesi. Da un lato le opere nate nell'ambito del programma culturale delle Olimpiadi di Pechino del 2008; dall'altro i lavori realizzati durante il progetto di residenze "Sviluppi del Contemporaneo", promosso dall'Ambasciata d'Italia in Cina e dall'Istituto Italiano di Cultura di Pechino. Le opere di Enzo Cacciola, Vincenzo Mascia, Davide Bramante, Luca Pozzi, Matteo Basilé, Flavio Favelli e Daniele Sigalot testimoniano un modello di cooperazione fondato sulla produzione di nuove opere e sul confronto diretto con il contesto culturale cinese. Il percorso si completa con artisti che hanno sviluppato una ricerca tra i due Paesi, come Zhou Zhiwei, e con figure fondamentali per la formazione delle nuove generazioni, come Omar Galliani, autore di "Le tue macchie nei miei occhi", monumentale opera su carta cinese lunga sei metri presentata alla Biennale di Venezia del 1982.
Un anno intenso per la diplomazia culturale
La mostra è organizzata dal Beijing Guardian Art Center e dall'Associazione Nuova Artemarea ETS, con il patrocinio della Fondazione Italia Cina e il sostegno dell'Ambasciata d'Italia, dell'Istituto Italiano di Cultura di Pechino e del MU-PA, Museo del Parco di Portofino. Diretta da Guicciardo Sassoli de' Bianchi Strozzi, con un comitato curatoriale guidato da Daniele Crippa, Manuela Valentini, Ren Jingge e Giorgia Cestaro, l'esposizione si inserisce in un anno di straordinaria presenza culturale italiana a Pechino, accanto alle grandi mostre dedicate a Palladio, Pompei, Leonardo e Caravaggio. Un segnale chiaro: l'arte contemporanea è diventata uno dei terreni privilegiati del dialogo tra Italia e Cina.
Glossario
- 北京 (Běijīng) - Pechino.
- 美术馆 (měishùguǎn) - Museo d'arte, galleria.
- 当代艺术 (dāngdài yìshù) - Arte contemporanea.
- 展览 (zhǎnlǎn) - Mostra, esposizione.
- 艺术 (yìshù) - Arte.
- 中意建交 (Zhōng-Yì jiànjiāo) - Relazioni diplomatiche tra Cina e Italia.
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