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Occupazione giovanile: la Cina vara una manovra fiscale in 17 punti

Il Consiglio di Stato ha presentato una vasta manovra fiscale articolata in 17 misure per contrastare la disoccupazione giovanile, con incentivi fino a 1.500 yuan per ogni assunto under 25 e sgravi previdenziali per le PMI.

Occupazione giovanile: la Cina vara una manovra fiscale in 17 punti

Il Consiglio di Stato cinese ha presentato una vasta manovra fiscale articolata in 17 misure per rilanciare l'occupazione giovanile, il cui cuore è il sostegno diretto all'assunzione di giovani under 25 tramite strumenti fiscali mirati. La notizia, ripresa da FiscoOggi l'8 luglio 2026, arriva in un contesto in cui la disoccupazione giovanile (16-24 anni) resta il nodo strutturale più delicato dell'economia cinese.

Le 17 misure: cosa prevedono

Il pacchetto, presentato il 9 luglio, si articola in 7 aree chiave. Al centro c'è un sussidio una tantum di 1.500 yuan (circa 209 dollari) per ogni giovane tra 16 e 24 anni assunto con contratto regolare e contributi pagati per almeno 3 mesi. Le PMI ottengono un rimborso dell'assicurazione contro la disoccupazione fino al 90% (dal precedente 60%), mentre le grandi imprese possono arrivare al 50% (dal 30%).

Il pacchetto include anche linee di credito agevolate per le imprese che assumono, percorsi di riqualificazione per neolaureati, potenziamento dei programmi di tirocinio e agevolazioni per l'autoimprenditorialità giovanile.

Il contesto: una crisi strutturale

I dati parlano chiaro. Il tasso di disoccupazione giovanile (16-24 anni, esclusi studenti) si attestava al 17,3% nell'ottobre 2025, in calo dal picco storico del 21,3% del giugno 2023 ma ancora a livelli preoccupanti. L'ultimo dato disponibile, maggio 2026, segna un 15,6% — il minimo da 11 mesi, secondo i dati del National Bureau of Statistics (NBS).

A pesare è il numero record di laureati: 12,7 milioni nel 2026, +480.000 rispetto al 2025, secondo il Ministero dell'Istruzione cinese. Un'ondata che si scontra con una economia in fase di rallentamento strutturale: deflazione da 10 trimestri consecutivi, crisi immobiliare con investimenti crollati del 50-80% dal picco, e una guerra commerciale con gli Stati Uniti che continua a pesare sulle esportazioni.

Il governo ha stanziato 66,7 miliardi di yuan nel bilancio centrale 2026 per sussidi all'occupazione, con l'obiettivo dichiarato di creare 12 milioni di nuovi posti di lavoro urbani per l'anno.

Un piano che si inserisce in una strategia più ampia

La manovra in 17 punti del luglio 2025 — ripresa dai media a luglio 2026 — non è un intervento isolato. A maggio 2026, un gruppo di lavoro del Consiglio di Stato ha varato un Piano d'Azione in 18 punti per la stabilizzazione dell'occupazione. Poche settimane dopo, a giugno 2026, è arrivato il Piano quinquennale employment-first 2026-2030, una strategia integrata per l'occupazione di qualità che guarda all'impatto dell'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro.

La differenza rispetto agli interventi precedenti è sostanziale: mentre la manovra del 2025 si concentrava su incentivi fiscali puntuali, il nuovo impianto è strutturale e sistemico, coprendo un intero quinquennio e integrando formazione, politiche industriali e assistenza sociale.

La domanda, a questo punto, è se la velocità delle misure riuscirà a tenere il passo con la trasformazione del mercato del lavoro cinese, dove l'automazione e l'AI stanno ridisegnando intere categorie professionali.

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