Il Ponte

Gli italiani riscoprono la Cina: metà delle richieste europee arrivano dall'Italia

Nel primo semestre 2026 l'Italia ha concentrato metà delle richieste europee verso la Cina sulla piattaforma Evaneos: visti agevolati, nuove rotte e prezzi competitivi

Gli italiani riscoprono la Cina: metà delle richieste europee arrivano dall'Italia

L'Italia è tornata a guardare alla Cina, e i numeri del turismo lo confermano. Secondo i dati di Evaneos, piattaforma di viaggi su misura, nel primo semestre 2026 il nostro Paese ha concentrato il 50% di tutte le richieste europee verso la Cina, in crescita dal 46% del 2025 e dal 39% del 2024. Le richieste complessive verso la destinazione sono aumentate del 27,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, un interesse che gli analisti definiscono "più strutturale che occasionale".

Visti facili e voli in ripresa

Alla base del ritorno c'è la rimozione delle barriere. Dal dicembre 2024 gli italiani possono entrare in Cina senza visto per 30 giorni, esenzione prorogata fino al 31 dicembre 2026, e i soggiorni in transito sono saliti a 240 ore (dieci giorni) in 55 Paesi abilitati. Il risultato si vede nei dati nazionali: nel primo semestre 2026 la Cina ha registrato 22,9 milioni di ingressi di cittadini stranieri (+20,4%), di cui quasi l'80% senza visto.

Sul fronte dei collegamenti, il 2026 è stato un'annata record per le rotte Italia-Cina. A giugno Air China ha aperto il Milano Malpensa-Pechino Daxing con volo giornaliero, a luglio è partito il Venezia-Pechino con quattro frequenze settimanali, e la storica Roma-Pechino ha festeggiato 40 anni con un potenziamento estivo fino a 11 voli settimanali e circa 4.000 posti. Air China copre oggi metà della capacità totale sulla direttrice, con un load factor del 98%.

Il ritorno del triangolo classico

Gli itinerari preferiti dai viaggiatori italiani riscoprono i grandi classici: Pechino con la Città Proibita e la Grande Muraglia, Xi'an con l'Esercito di Terracotta, Shanghai come porta d'ingresso moderna. In estensione, crescono Chengdu per i panda, Guilin lungo il fiume Li e Zhangjiajie. I tour tipici durano 10-15 giorni, con pacchetti che partono da circa 1.450 euro a persona e voli andata e ritorno da meno di 500 euro.

Il rapporto qualità-prezzo è uno dei motori del fenomeno: secondo il report Evaneos, la ripresa coincide con la riapertura completa del Paese al turismo internazionale del 2023 e con l'estensione dell'esenzione, ma anche con un'offerta alberghiera sorprendentemente accessibile rispetto alle capitali europee.

La Cina come vetrina social

C'è poi l'effetto vetrina. Il fenomeno "China Travel", esploso sui social con video di turisti stranieri tra templi, robotaxi e street food, ha trasformato la Cina in una meta desiderabile, e i pagamenti digitali semplificati per i visitatori hanno rimosso l'ultimo scoglio pratico: nel 2025 i turisti stranieri hanno speso circa 80 miliardi di yuan in pagamenti mobili. Pechino punta adesso a 190 milioni di arrivi stranieri entro il 2030, con una spesa oltre 150 miliardi di dollari, e l'Italia, con la sua metà di richieste europee, è il mercato su cui la Cina conta di più in Europa.

Dopo anni di frenata, il ponte turistico Italia-Cina si è ricostruito: più visti, più voli, più curiosità. E i numeri dicono che non è una moda passeggera, ma una ripartenza destinata a durare.

Glossario

  • China Travel (中国游 - Zhōngguó yóu): "viaggio in Cina", il fenomeno social dei turisti stranieri che documentano il Paese.
  • Chinamaxxing: termine virale del 2026 per descrivere l'entusiasmo internazionale verso la Cina come destinazione.
  • 免签 (miǎnqiān): esenzione dal visto, la politica che ha aperto le porte ai turisti italiani.

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