Harbin d'estate: l'economia del ghiaccio supera i 1.000 miliardi di yuan e sfida il caldo
Mentre la Cina arrostisce, la capitale dell'Heilongjiang porta l'inverno al chiuso: il padiglione di ghiaccio apre in piena estate e il settore supera i 1.000 miliardi di yuan.
Mentre buona parte della Cina arrostisce sotto un caldo che supera i 35 gradi, nella capitale dell'Heilongjiang si cammina con il piumino a meno dieci. Harbin (哈尔滨 - Hā'ěrbīn), la città del ghiaccio, ha trasformato l'estate nel suo nuovo mercato di punta: l'economia di ghiaccio e neve ha superato i 1.000 miliardi di yuan (circa 147 miliardi di dollari) nel 2025, secondo il rapporto della China Tourism Academy.
L'inverno al chiuso
Il protagonista è il padiglione indoor di Harbin Ice-Snow World, il più grande parco a tema di ghiaccio e neve del mondo. Chiusa la sezione all'aperto a febbraio, è il padiglione al coperto a prendere il testimone: 23.800 metri quadrati mantenuti tra -8 e -12 gradi, con circa 20.000 metri cubi di ghiaccio. La materia prima arriva dal fiume Songhua, raccolta in inverno e conservata in depositi sigillati, insieme a ghiaccio colorato, ghiaccio senza bolle e rose congelate prodotte dalle fabbriche.
I visitatori trovano castelli e cattedrali scolpiti nel ghiaccio, scivoli su cui lanciarsi con ciambelle gonfiabili e spettacoli che combinano pattinaggio artistico, acrobazie e musica dal vivo. Al picco della stagione estiva, il padiglione ha superato i 5.000 visitatori in un solo giorno, secondo gli operatori del parco.
Sciare ad agosto
Il freddo al chiuso non si limita alle sculture. Nel distretto di Songbei, una stazione sciistica indoor di circa 80.000 metri quadrati offre otto piste con un dislivello massimo di 80 metri, aperta tutto l'anno grazie a sistemi di controllo della temperatura e di innevamento. Principianti e sciatori esperti condividono le piste anche nel cuore dell'estate.
Non si tratta solo di turisti cinesi in fuga dal caldo del sud: arrivano viaggiatori da Singapore, Malesia, Corea del Sud e persino dal Nicaragua e dalla Repubblica Dominicana. Una visitatrice nica-raguense, passata in pochi minuti dai 30 gradi estivi al meno dieci del padiglione, ha riassunto il fenomeno: "Hanno portato l'inverno nell'estate, e hanno scolpito il ghiaccio in qualcosa di magnifico".
Un settore che vale oro
Il quadro è più ampio di una singola città. Secondo la China Tourism Academy, l'economia nazionale di ghiaccio e neve valeva circa 270 miliardi di yuan nel 2023 ed è quasi quadruplicata in due anni. La vicina provincia di Jilin punta a 230 milioni di turisti e 420 miliardi di yuan di ricavi entro il 2027-2028. Anche il sud, dal clima più mite, ha investito quasi 54 miliardi di yuan in complessi al coperto che operano tutto l'anno.
Harbin ha capito che l'inverno non finisce a marzo: lo si mette in freezer e lo si tira fuori quando il termometro sale. Un modello che, tra ghiaccio e neve, trasforma il caldo record in un'opportunità da un trilione di yuan.
Glossario
- 哈尔滨 (Hā'ěrbīn): Harbin. Capitale dell'Heilongjiang, soprannominata la città del ghiaccio.
- 冰雪经济 (bīngxuě jīngjì): economia di ghiaccio e neve. Il settore turistico legato a ghiaccio, neve e sport invernali.
- 松花江 (Sōnghuājiāng): fiume Songhua. Da qui viene il ghiaccio naturale usato per le sculture.
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