La rivolta silenziosa: il 37% della Gen Z cinese riduce gli acquisti di lusso
Secondo un report Kearney del gennaio 2026, il 37% dei consumatori Gen Z cinesi pianifica di ridurre o fermare gli acquisti di beni di lusso — quasi il triplo rispetto ai Millennials. La spesa pro-capite scende del 4%, mentre i brand cinesi guadagnano terreno.
C'è un cambiamento silenzioso in corso nel più grande mercato del lusso al mondo. Secondo un report di Kearney pubblicato il 28 gennaio 2026, il 37% dei consumatori Gen Z cinesi (nati tra il 1997 e il 2007) pianifica di ridurre o fermare completamente gli acquisti di beni di lusso — una percentuale quasi tripla rispetto ai Millennials (13%). Il dato segna una cesura generazionale netta nel panorama del consumo cinese.
Lo studio — intitolato "China luxury market: the ridge path toward a cautious recovery" — rileva come l'età sia il più chiaro predittore del comportamento di spesa. Mentre i Millennials mostrano una maggiore resilienza, gli acquirenti di mezza età restano il segmento più stabile. I numeri però parlano chiaro: la spesa pro-capite di lusso in Cina scenderà a 141.500 yuan nel 2026, un calo del 4% rispetto all'anno precedente.
Le categorie più colpite
A soffrire di più sono i grandi articoli in pelle (pelletteria large goods), con una contrazione della spesa pianificata del 7%, seguiti dagli orologi al -6%. I gioielli registrano un calo contenuto, mentre moda, piccoli accessori e bellezza si mantengono sostanzialmente stabili. Il dato conferma un trend già emerso in altri mercati: i consumatori giovani riducono i grandi acquisti simbolici ma continuano a concedersi piccoli piaceri accessibili.
Non è solo una questione di prezzi. Secondo Bain & Company, che ha pubblicato la sua analisi del mercato luxury cinese lo stesso giorno, il mercato continentale si è contratto del 3-5% nel 2025, con segnali di ripresa solo dal terzo trimestre. Ma la tendenza di fondo è chiara: i giovani cinesi stanno ricalibrando le priorità di spesa.
Brand cinesi alla riscossa
Un altro dato significativo riguarda la quota di mercato dei brand cinesi, salita dal 39% al 44% in un anno, trainata soprattutto dalla gioielleria. Il fenomeno Guochao (国潮, guócháo, "ondata nazionale"), che ha già rivoluzionato abbigliamento e cosmetici, si estende ora al lusso: brand come Chow Tai Fook e Lao Feng Xiang nella gioielleria, Shang Xia (gruppo Hermès) nell'alta artigianato, e M Essential nella moda maschile stanno conquistando fette di mercato prima appannaggio esclusivo dei grandi marchi occidentali.
"I brand cinesi aumentano la loro quota di spesa dal 39% al 44%, soprattutto in gioielleria", scrive Kearney, "e il 56% dei consumatori cinesi pianifica di acquistare più marchi locali."
Esperienze contro beni: il 'tectonic shift'
Dietro il calo della spesa in beni materiali si nasconde un fenomeno più ampio. Bain-Altagamma parla di un vero e proprio "tectonic shift" verso le esperienze di lusso: ospitalità, crociere, ristorazione fine dining, benessere e viaggi. Sono queste categorie — non i beni tangibili — a generare tutta la crescita netta del mercato luxury dal 2023.
Oliver Wyman stima che Gen Z e Millennials generino insieme il 70% della spesa di lusso in Cina, ma la stanno indirizzando sempre più verso esperienze piuttosto che possedimenti. Il 62% dei turisti Gen Z privilegia l'immersione culinaria e culturale rispetto allo shopping tradizionale.
Il boom del second-hand luxury
Parallelamente, il mercato del lusso di seconda mano in Cina esplode: da 8 miliardi di dollari nel 2020 a oltre 30 miliardi nel 2025, con un CAGR del 33% secondo i dati Re-Hub/BoF. Piattaforme come Xianyu (Alibaba, 1 miliardo di utenti) e Zhuanzhuan guidano un fenomeno che in Cina ha ancora un enorme potenziale di crescita: la penetrazione del second-hand resta sotto il 10%, contro il 20-30% di USA e Giappone.
Quella che sembra una "rivolta silenziosa" contro il lusso tradizionale potrebbe in realtà essere la nascita di un nuovo modello di consumo cinese: più selettivo, più esperienziale, più orgogliosamente locale.
📱 Cosa ne pensi? Continua a seguirci per non perdere i prossimi trend dalla Cina.
Torna alla homepage
Vic