La dottoranda italiana che studia la pittura su vetro a Tianjin: un ponte culturale tra Italia e Cina
Laura Maria Cinquini, dottoranda a Torino, è tornata a Tianjin per studiare la pittura cinese su vetro e ha imparato a dipingerla con le proprie mani, simbolo perfetto di un dialogo culturale che torna al punto di partenza.
Un'italiana a Tianjin per imparare l'arte della pittura su vetro (玻璃画, bōli huà, "pittura su vetro") — un'arte che i missionari europei portarono in Cina nel Seicento e che oggi, in un perfetto cerchio storico, torna a essere studiata da una studiosa italiana. La storia di Laura Maria Cinquini è il simbolo di uno scambio culturale che non si è mai interrotto.
Da Prato a Tianjin: il viaggio di una studiosa
Laura Maria Cinquini, 27 anni, originaria di Prato e dottoranda in Storia Mondiale all'Università di Torino, ha trascorso il mese di aprile 2026 a Tianjin (天津, Tiānjīn), l'antico porto commerciale della Cina settentrionale, per studiare una tradizione artistica che risale ai primi scambi tra Oriente e Occidente.
La sua ricerca di dottorato si concentra sulla pittura cinese reverse su vetro (Chinese Reverse Glass Painting), analizzata attraverso le lenti della storia dell'arte globale, dell'antropologia culturale e degli studi sul patrimonio. È tornata a Tianjin per lavorare con Zhang Chunlin (张春林, Zhāng Chūnlín), erede di un elemento del patrimonio culturale immateriale della città, esperto nelle tecniche di tintura, incisione e molatura del vetro.
Il primo dipinto: due uccelli su un ramo
Per la prima volta nella sua vita, Cinquini ha provato a dipingere su vetro guidata da Zhang. Il maestro ha tracciato con un pennello cinese due uccelli su un ramo — il motivo tradizionale della "doppia longevità" (双寿, shuāngshòu, "doppia longevità") — e l'ha seguita nella colorazione. "È la prima volta che ne realizzo una personalmente, e questo rende il viaggio indimenticabile", ha dichiarato a Xinhua.
La pittura su vetro (玻璃画, bōli huà) è un prodotto dei primi scambi culturali tra Cina e Occidente — Luo Shuwei, storico
Un'arte che unisce due mondi
La pittura su vetro fu introdotta in Cina dai missionari occidentali tra il XVII e il XVIII secolo. A Tianjin, all'epoca porto commerciale della dinastia Qing, queste influenze europee si fusero con le tecniche pittoriche tradizionali cinesi, creando uno stile ibrido unico. Oggi, a distanza di secoli, una studiosa italiana ne ripercorre il filo storico.
Cinquini non è nuova al ruolo di ponte tra culture. Nel 2021 è stata selezionata come ambasciatrice cittadina alla Conferenza sul Futuro dell'Europa (CoFoE) a Strasburgo, occupandosi di migrazioni e relazioni esterne dell'UE. E la sua reputazione internazionale è in crescita: ha vinto la David Whitehouse Research Residency al Corning Museum of Glass di New York, dove terrà una lecture sul reverse glass painting cinese come prodotto degli scambi culturali tra Cina e Occidente.
Un ponte che guarda avanti
La notizia è stata ripresa da numerose testate — Xinhua, Italpress, Chinadaily, Women of China, TorinoPost — e l'Ambasciata Cinese in Italia l'ha celebrata su Instagram. Una storia che dimostra come la cultura sia ancora il più potente strumento di dialogo tra i popoli, capace di trasformare la distanza geografica in un'opportunità di scambio reciproco.
"Sto cercando di tracciare il filo storico complessivo di questa tradizione pittorica", ha spiegato a Chinaculture.org. E quel filo, partito dall'Europa secoli fa, è oggi tornato idealmente al punto di partenza.
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