Auto elettriche cinesi in Europa: record di vendite nonostante i dazi UE
171.800 elettriche vendute in Europa occidentale nei primi cinque mesi del 2026, quota al 14,2% e BYD con export record a luglio: i dazi non fermano l'avanzata cinese.
Il 9 agosto The Guardian ha acceso i riflettori su un paradosso europeo: le vendite di auto elettriche cinesi in Europa hanno toccato il massimo storico nonostante i dazi UE, spinti dalla domanda forte e dal boom di acquirenti in Italia. Secondo i dati di Schmidt Automotive Research, nei primi cinque mesi del 2026 i marchi cinesi hanno venduto circa 171.800 veicoli elettrici puri nei 18 principali mercati dell'Europa occidentale.
Una BEV su sette è cinese
La quota di mercato è salita dal 9,4% di un anno fa al 14,2%: significa che oggi una vettura elettrica su sette venduta in Europa occidentale arriva dalla Cina. Il dato arriva mentre Bruxelles valuta nuove mosse: dal 29 ottobre 2024 sono in vigore dazi compensativi tra il 7,8% e il 35,3% sulle BEV cinesi, in aggiunta al dazio standard del 10%, per un totale che può superare il 45% per la SAIC (MG).
Eppure l'avanzata continua. Il motivo è duplice: da un lato i costruttori cinesi spostano l'offerta sulle ibride plug-in, meno penalizzate; dall'altro, il 12 gennaio 2026 la Commissione europea ha aperto alla possibilità di sostituire i dazi con impegni sui prezzi minimi di importazione, tenendo conto anche degli investimenti cinesi in Europa.
BYD batte il record: export a +124%
A luglio BYD (比亚迪 - Bǐyǎdí, il costruttore di Shenzhen) ha venduto 419.211 veicoli new energy, in crescita del 21,8% su base annua, con un export record di 179.841 unità, +124,3%: quasi una vettura su due prodotta dal gruppo è finita all'estero. Il sorpasso su Tesla in Europa è ormai strutturale: a fine primo semestre la quota BYD nell'area UE, EFTA e Regno Unito è pari a quella dell'americana, intorno al 2,4%. In Germania a luglio BYD è triplicata a 5.240 immatricolazioni, con Leapmotor e Xpeng in forte crescita.
Le fabbriche in Europa per aggirare i dazi
La strategia per superare le barriere è la localizzazione: BYD assembla a Szeged, in Ungheria, con una capacità di picco di 300.000 unità l'anno; Chery produce nell'ex stabilimento Nissan di Barcellona; Leapmotor assembla la T03 a Tychy, in Polonia, insieme a Stellantis. Le fabbriche europee trasformano i dazi da ostacolo a acceleratore: chi produce dentro i confini UE evita il 35,3% e accorcia le catene di fornitura.
L'Italia nel mirino
L'Italia è uno dei mercati che cresce di più: nel primo semestre BYD ha immatricolato 29.502 auto, +208,6%, mentre la Leapmotor T03 è diventata la citycar elettrica più venduta del semestre. Il costo per l'industria europea è reale: Stellantis ha perso 6,4 punti di quota dal 2021, mentre i marchi cinesi sono passati dallo 0,5% al 9,5% del mercato. La domanda, intanto, premia chi offre rapporto qualità-prezzo: i dazi non hanno fermato l'avanzata, l'hanno solo riorientata.
Glossario
- 比亚迪 (Bǐyǎdí): BYD. Il maggiore costruttore cinese di auto elettriche, con sede a Shenzhen.
- 电动汽车 (diàndòng qìchē): auto elettrica. Termine generico per i veicoli a batteria.
- 出口 (chūkǒu): export. Le vendite all'estero di beni prodotti in Cina.
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