15 unicorni in 6 mesi: la Cina sforna startup di AI embodied a ritmo record
Nel primo semestre 2026 la Cina ha creato 15 nuovi unicorni nell'AI embodied, per un totale di 46 miliardi di RMB raccolti. Tra record di finanziamenti e valutazioni astronomiche, il dibattio tra bolla e breakthrough si fa sempre più acceso.
Nel primo semestre del 2026, la Cina ha sfornato 15 nuovi unicorni nel settore dell'intelligenza artificiale embodied (具身智能, jùshēn zhìnéng, "intelligenza incarnata"), ciascuno valutato almeno 10 miliardi di RMB (circa 1,37 miliardi di dollari). Lo rivela un report di ChinaBiz Insider del 30 giugno 2026, che porta a 25 il totale delle aziende cinesi del settore con valutazione da unicorno.
Il fenomeno ha dimensioni senza precedenti. Secondo i dati della piattaforma ITjuzi, l'intero settore embodied intelligence cinese ha raccolto 46 miliardi di RMB (6,3 miliardi di dollari) in H1 2026, attraverso 288 eventi di finanziamento che hanno coinvolto 226 aziende e 274 investitori. I dati Crunchbase confermano che nel solo primo trimestre 2026 sono stati investiti 3,3 miliardi di dollari in 126 deal nel settore robotica cinese.
I protagonisti della corsa all'oro
Tra le aziende che guidano questa ondata spiccano Agibot (智元机器人, Zhìyuán Jīqìrén), fondata a Shanghai nel 2023 da un ex-ingegnere Huawei e valutata 6,4 miliardi di dollari, e Galaxea AI (星海图, Xīnghǎitú), valutata 200 miliardi di RMB nell'aprile 2026 dopo aver raccolto oltre 420 milioni di dollari in finanziamenti. A queste si aggiungono Unitree Robotics (con 5.500 unità vendute e un target IPO da 7 miliardi di dollari) e AI² Robotics, balzata a una valutazione di 20 miliardi di RMB nonostante ricavi descritti come "decine di milioni di yuan" nell'FY2024.
Spirit AI (千寻智能, Qiānxún Zhìnéng) di Hangzhou ha stabilito un record di velocità: 20 miliardi di RMB di valutazione raggiunti con 5 miliardi raccolti in 4 round in soli 4 mesi. Il suo modello Spirit v1.5 supera già NVIDIA Pi0.5 nei benchmark di riferimento.
Bolla o breakthrough?
Il dibattito è aperto. Da un lato, NVIDIA ha definito il 2026 "il primo anno dei robot umanoidi", e Cathie Wood (Ark Invest) li considera "l'opportunità più significativa nell'intelligenza artificiale". TrendForce prevede una crescita del 94% nella produzione cinese di robot umanoidi nel 2026, mentre Counterpoint Research stima che la Cina abbia rappresentato oltre l'80% delle installazioni globali di robot umanoidi nel 2025.
Dall'altro lato, i numeri sollevano dubbi. Secondo un'analisi di ChinaBiz Insider del 6 maggio 2026, le 7 aziende leader del settore — i cosiddetti "Sette Draghi" — hanno raccolto tra 2,8 e 4,2 miliardi di dollari in Q1 2026, ma solo una era profittevole, e oltre il 70% dei ricavi proveniva da università, non da fabbriche o clienti industriali reali.
"L'AI² Robotics ha riportato ricavi misurati in 'decine di milioni di yuan' per l'FY2024, implicando un multiplo prezzo/vendita astronomico rispetto alla valutazione di 20 miliardi di RMB", scrive ChinaBiz Insider il 1° luglio 2026.
Il fondatore di Spirit AI, Han Fengtao, aveva già avvertito nel 2025: "L'intelligenza embodied e i robot umanoidi sono entrambi nascenti. Cercare di combinare due tecnologie immature e applicarle a un compito molto complesso è semplicemente troppo ambizioso."
Il ruolo del capitale e dello Stato
Quello che distingue questa corsa dai precedenti cicli di investimento tech è il ruolo dominante dei fondi industriali e governativi. Le top 5 aziende assorbono da sole il 37% del capitale totale (17,1 miliardi di RMB), con una concentrazione estrema che riflette la strategia del governo cinese di fare dell'AI embodied una priorità industriale.
Che sia bolla o breakthrough, il 2026 resterà negli annali come l'anno in cui la Cina ha prodotto 15 unicorni in 6 mesi — un ritmo che non ha precedenti nemmeno nell'era del boom delle piattaforme internet cinesi.
📱 Cosa ne pensi? Continua a seguirci per non perdere i prossimi trend dalla Cina.
Torna alla homepage
Vic